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Stand a prova di mafia
In collaborazione con Libera, gli espositori di Fa' la cosa giusta! hanno elaborato la "Carta etica", una "autocertificazione" di legalità.
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Gli espositori di Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, hanno ideato la "Carta etica", con cui si impegnano a rispettare le norme di sicurezza all'interno dell'impresa, verificare come lavorano i propri fornitori, evitare una comunicazione scorretta, emettere sempre scontrino o fattura, tutelare i diritti dei dipendenti. Una "autocertificazione" di legalità che diventerà obbligatorio sottoscrivere dal 2013 come ulteriore e imprescindibile criterio di selezione per partecipare alla fiera. 

L'idea della Carta etica è partita da alcuni espositori. Non basterà più, quindi, dimostrare che i propri prodotti non hanno connessioni con gioco d'azzardo, nucleare, Ogm o pesticidi, e che garantiscono la tutela dei consumatori o la protezione dell'ambiente. Dovranno anche garantire che rispettano le leggi sul lavoro e fiscali, oltre che l'assenza di qualsiasi legame con la criminalità organizzata. Una certificazione che aggiunge valore ai prodotti. Se si scopre che qualcuno dichiara il falso, viene espulso da Fa' la cosa giusta!. "Il punto di partenza sono i tre giorni della fiera -dice Francesco Pisa di Libera, uno dei responsabili del percorso che ha portato alla stesura della Carta- ma poi si deve andare oltre e metterci la faccia ogni giorno, per testimoniare che si possono davvero coniugare profitti e legalità". 

 

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